“Occhi al Cielo, Non allo Schermo”
Un’ondata di emozione e speranza ha travolto l'Aula Paolo VI, dove 8.500 giovani hanno incontrato Papa Leone XIV in occasione del Giubileo del mondo educativo nella giornata del 30 ottobre 2025. Un'ovazione incontenibile ha accolto il Pontefice, il cui messaggio risuona come un potente incoraggiamento:
"Puntate in alto, non fate scrivere la vostra storia da un algoritmo".
Il Papa ha letto la lettera toccante che i ragazzi gli hanno rivolto, descrivendo la loro vita come un delicato equilibrio tra due forti sentimenti:
- la "paura di deludere" e il timore di non essere riconosciuti da chi li precede.
- il "desiderio", una vera e propria "fame di stelle" che spinge oltre.
La loro unica, grande richiesta? "Credete in noi".
La scuola ha la missione di essere un "osservatorio di costellazioni", di talenti da far brillare.
Leone XIV, con la gioia di un ex docente, ha rivolto ai giovani indicazioni concrete e stimolanti per la loro crescita:
- Guardate oltre: non restate imprigionati nello smartphone, ma ascoltate la vostra "inquietudine" interiore, quella sensazione di vuoto e di non pace. Questa è la vostra bussola che vi dice: "Non accontentarti, sei fatto per qualcosa di più grande".
- Siate Costruttori: il Papa vi chiede di essere "truth-speakers e peace-makers", persone di parola e costruttori di pace, coinvolgendo i vostri coetanei nella ricerca della verità e nella coltivazione della pace.
- Umanizzare il Digitale: prende ad esempio San Carlo Acutis per esortare i giovani ad "umanizzare il digitale". La tecnologia deve essere uno spazio di fraternità e creatività, non una gabbia, una dipendenza o una fuga.
L'educazione, ha sottolineato il Pontefice, è ciò che ci insegna a "guardare in alto, sempre più in alto".
Un messaggio potente che ci ricorda: la vera storia non è scritta da algoritmi, ma dalla fame di infinito che portiamo nel cuore.



